Closlieu Tracce Naturali
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Closlieu Tracce Naturali

Questo è il dipinto di A., non serve che io dica il suo nome intero.
L’ha mossa il puro piacere di dipingere e non il desiderio di farsi conoscere.
È stato fatto nel mio Closlieu “Tracce Naturali” nell’arco di anni.
Anzi, poiché è ancora “in corso”, destinato a continuare o, chissà?, forse a non concludersi nemmeno, sarebbe più appropriato dire che A. lo sta semplicemente dipingendo.
In ogni caso, la cosa non mi riguarda perché mio compito è solo quello di consentirle di continuarlo nelle condizioni favorevoli che ha trovato fin dall’inizio.
Come Servente del Gioco del Dipingere sono infatti il garante di una permanenza necessaria.
Ho chiesto ad A. di poter pubblicare queste foto – senza il suo consenso non lo farei – perché sto trasgredendo a una regola alla quale attribuisco grande importanza: quella per cui nessun dipinto esce dalla porta del Closlieu per esser mostrato ad altri.
In questo caso invece faccio un’eccezione, ma è solo per informare di una possibilità che ai più è sconosciuta.
A. è d’accordo con me, approva e sostiene la mia intenzione.

Questo dipinto non è bello. 
In un Closlieu non sentirete mai parlare di dipinti belli o brutti, né da me né da nessun altro.
Anche per questo motivo essi non escono mai dai suoi muri che li mettono al riparo da ogni sguardo: immediatamente questo aggettivo (o il suo opposto) verrebbe alle labbra di chi, fuori dal Closlieu, si trovasse a guardarlo .
Se dovessi parlare di questo dipinto, altra cosa da cui solitamente mi astengo, direi piuttosto che esso corrisponde certamente al bisogno di A. di esprimerlo.
Infatti, la soddisfazione che proviene da questa ripetuta espressione, continua e si rialimenta da anni e con rinnovato slancio. Nella quiete, ogni settimana per un’ora e mezza, A. ritrova quest’avventura senza fine in cui può lasciarsi trasportare dal piacere dell’Espressione.

Tutti i partecipanti del Closlieu dipingono ben sapendo di non avere alcun ricevente rispetto a ciò che producono: questo li libera da ogni ansia di risultato e consente loro di svincolare la propria mano dal controllo e dai filtri della mente. La traccia che può tornare a liberarsi dipingendo in un Closlieu è il prodotto di un gesto non dettato dalla ragione. L’atto irragionevole – così salutare, così liberatorio, così necessario per il nostro equilibrio – andrebbe oggi riconosciuto e valorizzato. In un luogo protetto qual è il Closlieu esso trova tutta la sua ragion d’essere ed è il vero motore nascosto nonché la fonte di un profondo benessere.

A., presa dal suo gioco, è entrata da tempo nella manifestazione di quelle che Arno Stern definisce “figure essenziali”. Esse fanno parte e sono la tappa conclusiva della Formulazione.
Ogni persona le esprime secondo la propria individualità ma esse s’iscrivono in un codice universale, la Formulazione appunto, che è stato osservato, studiato e repertoriato da Stern nell’arco di decenni. Le figure essenziali, per le persone adulte – bambini ormai grandi – hanno un’analogia con le “figure primarie” espresse da bambini più piccoli. Costituiscono il ritorno (quanto gratificante!) all’espressione di una traccia naturale che si impone alla mano soddisfacendo un bisogno inconscio e insopprimibile. Prima della mente pensante, il corpo sa bene come ritrovare un equilibrio attraverso il movimento dell’espressione spontanea e non mediata razionalmente. Basta lasciarlo libero di agire a modo suo e nei suoi tempi.

Le figure essenziali non sono forme astratte ma il loro esatto contrario. Sono la concreta manifestazione grafica di una memoria organica che Arno Stern aveva evidenziato ben prima che le neuro-scienze dimostrassero l’esistenza di una memoria cellulare. Termini come dipinto o forma “astratta” appartengono piuttosto ai canoni, agli stili e al linguaggio dell’Arte con cui l’Espressione e la Formulazione hanno poco in comune.
“Gioco del dipingere” e “Arte del dipingere” sono due fenomeni ben distinti così com’è diverso ciò che suscitano e consentono.
Il Gioco del dipingere, terreno di un’espressione senza limiti, senza scopo e senza condizionamenti, ha la sua dimora nel Closlieu, luogo senza tempo creato appositamente per questa pratica.

A. non dipinge da sola in uno studio appartato ma in un Closlieu che accoglie al contempo lei e altri bambini di tutte le età. Il suo dipinto dai molteplici fogli non si sarebbe mai prodotto in un altro contesto, questo è bene sottolinearlo. L’Espressione necessita di condizioni particolari per potersi manifestare. Anche perché è estremamente facile, soprattutto in giovane età, inibirla e ostacolarla.

Ogni adulto ha la possibilità di riannodare i legami con la propria infanzia, sentendola presente e viva in ogni istante. Il Gioco del dipingere più di ogni altra pratica consente di ristabilire questo necessario ponte tra ciò che eravamo e ciò che siamo. Una volta ricostituito e rinforzato il filo che congiunge le parti, il tempo magicamente si dissolve e, in un terreno nuovo e aperto, può risorgere la sensazione viva del presente e il piacere dell’istante vissuto con pienezza.

source: https://www.facebook.com/GiocodelDipingere/posts/949340955270740

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